Ippolito Cavalcanti

cucina teorico pratica

Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino (Afragola, 2 settembre 1787 – Napoli, 5 marzo 1859) è stato cuoco e letterato.

Discendeva da un’antica famiglia nobile dalla quale proveniva il più famoso poeta Guido Cavalcanti, amico di Dante.

Il suo trattato “Cucina teorico-pratica: col corrispondente riposto ed apparecchio di pranzi e cene” , pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837 alla quale aggiunge, nella seconda edizione del 1839, l’appendice “Cusina casarinola co la lengua napolitana”, presenta numerose ricette dell’epoca, provenienti dalle diverse classi sociali.

Il libro ebbe, dal 1837 al 1865 nove edizioni, abbastanza diverse fra di loro in quanto venivano continuamente ampliate dall’autore.

La Cucina teorico-pratica è un compendio di cucina tradizionale napoletana, alcune delle ricette sono di ispirazione francese, in quanto la cucina d’Oltralpe era all’epoca molto presente sulle mense dell’aristocrazia o dell’alta borghesia, l’appendice ci riporta invece alla cucina casaereccia in uso all’epoca presso il popolo.

Il trattato ed il compendio in lingua napolitana, rivestono una notevole importanza anche dal punto di vista storico, poiché in essi vengono descritte alcune delle ricette più diffuse nella moderna cucina italiana.

Vi si trova, ad esempio, la prima descrizione di una pasta (vermicelli) condita con il pomodoro.

Molte altre sono le ricette presenti in queste opere, ed in alcune di esse sono chiaramente riconoscibili i tratti di quella che è la moderna cucina napoletana come laParmigiana di melanzane; il Panzerotto o pizza fritta; i Vermicelli con le vongole; il Baccalà fritto; la Pasta e fagioli; la Pasta e piselli.