L’arte della presentazione: “Il gusto passa dagli occhi”

pergamena_salmone“Pergamena di salmone con patate , broccoli e salsa allo zafferano” di Claudia Fraschini

Quando si mangia o si beve, le papille gustative vengono stimolate e inviano una leggera corrente elettrochimica ad altre terminazioni nervose, i centri del gusto situati nel cervello.

La corrente porta il messaggio: acido, salato, dolce, amaro, umami.

Percepito il sapore, le terminazioni nel cervello azionano le ghiandole produttrici di saliva, affinché possa iniziare la digestione.

Questo processo può essere avviato dal cervello anche quando nella bocca non c’è realmente del cibo.

In questo caso si parla di “riflesso condizionato”, cioè dell’associazione di un’immagine o di un profumo con il ricordo del cibo vero e proprio.

La cosiddetta “acquolina in bocca” è un aumento della salivazione dovuto alla vista, all’odore o anche solo al pensiero di un alimento o di una bevanda che si desidera gustare.

Da qui l’importanza, non solo estetica, di una buona presentazione del cibo ed ecco perché il gusto passa anche dagli occhi.

La presentazione del cibo è una forma d’arte, ma un cibo attraente stimola realmente l’appetito e influisce sulle aspettative relative al gusto.

La giusta scelta di stoviglie;

il giusto equilibrio in tavola tra cibi e guarnizioni;

la varietà e il giusto contrasto di colori;

il non eccedere nelle porzioni, ma il non farle troppo misere;

la cura nella presentazione badando alla realtà tridimensionale del piatto;

una bella decorazione;

l’appropriata combinazione di forme, colori e consistenze;

per giustamente predisporre il nostro cervello a “gustare”.

Il tutto senza mai dimenticare:

la giusta “temperatura” dei nostri piatti;

che un’esperienza piacevole a tavola richiede anche comodità e relax;

che la giusta combinazione di luci è un fattore da non trascurare per dare il giusto colore ai nostri cibi e il giusto relax ai commensali.