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Prodotti Agroalimentari Tradizionali – Gastronomia – Abruzzo

specialità abruzzese

il coatto, lu cuatte

la coratella d’agnello

la fracchiata

la tjella, ciabbotta

le corde de chiochie

le “virtu'” teramane

mazzarelle alla teramana

ndocca ‘ndocca

ngrecciata

pallotte cace e ove

pasta fatta in casa al ragù di papera

pecora alla callara, pecora alla cottora, pecora al caldaro

pizz’e e ffo’je

sagne a pezze e cicerchie

taijarille fasciule e coteche

trippa alla pennese

trippa teramana

Coratella d’agnello abruzzese

coratella di agnello

La Coratella d’agnello è una preparazione tradizionale del periodo pasquale, quando sono disponibili gli agnelli lattonzoli, cioè nati da circa un mese. Nell’antichità tale periodo coincideva con il ritorno delle greggi dalla transumanza in Puglia.

Diffusa in tutte le aree montane e pedemontane dell’Abruzzo, è una pietanza di origini povere composta dalle parti interiori d’agnello (fegato, cuore, animelle e polmone).

La coratella si cucina facendo rosolare in un tegame di terracotta nell’olio extravergine d’oliva la cipolla, gli spicchi d’aglio schiacciati e l’alloro, aggiungendo la carne spolverata con la farina e sfumando il tutto con del Trebbiano d’Abruzzo DOC e l’aceto.

La coratella va servita ben calda adagiata su fette di pane raffermo abbrustolite.

Coatto (lu cuatte)

coatto

È una antichissima preparazione abruzzese:

Deve il suo nome alla lingua latina (coactus vuol dire ristretto) ha chiare origini pastorali ed è tipica della montagna di Arsita, in provincia di Teramo.

Si tratta di uno spezzatino stracotto a base di carne di pecora (o di castrato), con l’aggiunta di cipolla, aglio pulito e schiacciato, rosmarino, foglie di salvia, foglioline di maggiorana, olio extravergine d’oliva, pomodoro in bottiglia, Trebbiano d’Abruzo DOC, sale grosso, pepe e peperoncino.

Dopo aver sgrassato bene la carne, la si taglia a pezzi e la si mette in un tegame con l’aggiunta dell’acqua necessaria a sbollentarla per 15 minuti, trascorsi i quali la si toglie dal fuoco, si fa sgocciolare e si risciacqua con acqua fredda.

A parte, in un tegame di coccio, si rimette la carne con tutti gli ingredienti, tranne il vino, si ricopre abbondantemente con acqua, facendola cuocere a fuoco moderato per 3-4 ore sempre a tegame coperto, non trascurando di rimestare, di tanto in tanto, con un cucchiaio di legno, perché il ‘coatto’ non si attacchi al fondo. A metà cottura si aggiunge il vino e, se successivamente l’acqua tende a diminuire, si aggiunge dell’altra acqua, sempre calda.

Poi si fa continuare la cottura finché la carne non sia diventata tenera e insaporita di tutti gli odori e il tutto non si sia ristretto.