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Cucina Regionale Sarda

cucina regionale sarda

La gastronomia sarda è particolarmente attaccata e rispettosa della tradizione, custode di abitudini antiche,  influenzata da un’economia,  fino a tempi recenti, a carattere prettamente agro pastorale, dall’amore degli isolani per la propria cultura e per le proprie abitudini gastronomiche e dalla lontananza da influssi culinari esterni, rendendola ancora oggi sorprendentemente simile a ciò che doveva essere secoli addietro.

La gastronomia sarda, legata per lunghi secoli al ciclo delle stagioni, si è basata da sempre su ottimi prodotti rurali, sani e tipici del territorio. Piatti antichi e frugali , schietti, dal sapore deciso, pietanze semplici da trasportare, da conservare e da tagliare, che dovevano rispondere alle esigenze di  pastori spesso lontani da casa. Una gastronomia di sussistenza che ha prodotto più che ricette, degli ingegnosi metodi di cottura delle carni e di conservazione degli alimenti.

La cucina sarda sorprende per la sua varietà.
Località e paesi sono caratterizzate da piatti tipici, differenti per preparazione e tipo di consumo.

La vita povera dei pastori richiedeva ; a partire dal pane

Immancabili il pane, capolavoro delle donne sarde, che con le grandi forme di Chivarzu o le sottili sfoglie di Carasau, sfamavano i propri uomini per mesi, le farine,  latte e formaggi.

Ad accompagnare il pane c’era spesso la selvaggina o il maiale selvatico cotto allo spiedo su un fuoco di aromatico legno di ginepro; l’altro tipico sistema di cottura “a caraxiu”, consiste nel preparare dentro una buca del terreno le braci su cui porre il maialino o la pecora o l’agnello, ricoprirlo con la terra e accendere un ulteriore fuoco di legna sopra, creando così una sorta di forno primitivo in cui cuocere l’animale.

Anche  la Sa Tacculas (Taccula uccellini selvatici) rappresenta un modo di conservare la carne dopo averla cotta con sale  e foglie, in special modo mirto.

A questi vanno associati le verdure coltivate nell’orto e gli animali da cortile.

I sardi si sono dedicati anche alla pesca; principalmente dei tonni, speciale quello di Carloforte e dei muggini, che, abbinati ad altri ingredienti, hanno dato origine a piatti eccezionali. Basti pensare alla bottarga da cui ricavano una pregiatissima Bottarga (Alimento costituito dalle gonadi del pesce, le cui uova vengono salate ed essiccate con procedimenti tradizionali. Viene ricavata dalle uova di tonno o di muggine. I due prodotti differiscono sia nel colore che nel gusto (più deciso quella di tonno)). nota anche come l’oro di Sardegna, frutto di lavorazioni complicate e lunghe, la cui tradizione non si è mai persa.

Ottime anche le aragoste di Alghero.

Famosa la Sa Merca, costituita da tranci di muggine bollito e salato, avvolti in una sacca di erba palustre, la zibba (Ital. Obione), utilizzata a scopo di conservazione

La cucina di casa prevede piatti più curati come le paste di semola condite con ricco sugo di salsiccia come i Malloreddus, ripiene di pecorino come i Culingiones, in timballo come Sas panadas; nei paesi costieri i condimenti utilizzano la polpa di aragosta o la Bottarga di muggine.

Naturalmente dal latte delle pecore si ricava ottimo formaggio, il Pecorino Sardo DOP ed il Fiore Sardo DOP, entrambi disponibili in varie stagionature.

Tipici delle feste di paese i numerosi dolci spesso a base di miele e mandorle come i Gueffus o, addirittura, di formaggio fresco, come nelle Seadas; ma anche amaretti e savoiardi morbidi retaggio del dominio piemontese.

Gli indimenticabili vini sardi, particolarmente decisi e corposi, custodiscono il mistero del forte sole e delle lunghe e belle stagioni, e impreziosiscono le tavole isolane di colore, profumo e allegria.

Vini forti accompagnano i forti sapori della cucina: Vernaccia, Cannonau, Malvasia, Girò…